Marzo bussava con il suo timido sole e le sue mimose in fiore, quando un poderoso mal di testa sorprese Sua Maestà. Di colpo avvertì tutto il peso della corona d’oro tempestata di diamanti che gli gravava sul gulliver. Una corona meritatissima, s’intende. Una corona che valeva milioni di dollari e che ne aveva fruttati altrettanti. In nome di quella corona, Sua Maestà aveva inventato oltre duecento leggi buone e giuste in soli due anni e il popolo aveva prosperato felice sotto il suo buon governo. Sua maestà gongolava di soddisfazione per la propria inesauribile fantasia. Solo che ora, di colpo, egli si sentiva stanco e a corto di idee. E anche i suoi più stretti soma sembravano aver perso il guizzo.
   Sedevano intorno al trono per intere giornate, sbuffando tra la noia e un latte con i coltelli, in attesa che arrivasse Godot, o i Tartari o Dio sa cosa. Le avevano provate tutte, dalle sedute di meditazione trascendentale ai laboratori di scrittura creativa passando dai tarocchi e i Ching, ma niente aveva restituito loro lo slancio creativo dei primi tempi. Da mesi ormai non facevano che aggiungere e togliere parole alle leggi già in uso, senza apportare nessuna innovazione veramente guizza e fané.  Insomma, stavano chiusi nel castello a riscaldare la minestra. 
   Ma un giorno, proprio quando nel gulliver di Sua Maestà cominciavano a frullare strane idee di disistima di sé, entrò correndo un servitore trafelato, annunciando che il popolo era alle porte. 
“Sire, la rivoluzione è imminente, il popolo è affamato!” disse l’umile servitore col fiato corto. 
“Se non hanno più pane, mangeranno popcorn!” rispose Sua Maestà ridacchiando, mentre estraeva dal mazzo degli Arcani maggiori la carta dell’Appeso. 
  Gli occhi dei soma s’illuminarono all’unisono e finalmente partorirono il loro gioiello più brillante che recitava: Tutti i cittadini verdi e smeraldini ammessi al cinema possono immergersi nella visione del film, senza rinunciare al piacere primordiale di sgranocchiare popcorn. Nessun limite al numero degli stessi, né alla rumorosità dell’atto masticatorio.
  L’ira del popolo si placò all’istante e la rivoluzione fu scongiurata, di nuovo e per sempre.

Julia