La comparsa

Da qualche parte bisogna pur cominciare, si ripeteva tra sé e sé mentre il trucco le colava sulla fronte misto a gocce di sudore. Marianna sotto i riflettori ci era nata. Non aveva nemmeno sei anni quando sua madre si era indebitata per pagarle il servizio fotografico e il vestitino di seta per il suoContinua a leggere “La comparsa”

La lettera abortita

Egregio signor Preside, pensò il maestro Gregorio, mentre un cronista sportivo in tivù commentava un qualche cross finito in traversa. Dopo profonda e sofferta meditazione. «Che c’è ciccino? Non mangi?» In effetti la carbonara si stava rapprendendo nel piatto. Gentile Dirigente Scolastico. «Mica risponde» disse suo padre tossicchiando. Gregorio non gli badò, e gli parveContinua a leggere “La lettera abortita”

Lo sgnak

«Tieni, ciccino» disse la mamma «mettilo bene in mostra, il tuo sgnak». A quarant’anni suonati, Gregorio se lo fece aggiustare ben bene attorno al collo (non era l’unico posto in cui poter portare lo sgnak, altri amavano esibirlo al polso come un orologio, alla caviglia, all’orecchio, sulla testa, a mezzo busto a guisa di cintura)Continua a leggere “Lo sgnak”

Caesar salad

“Dunque, lei sarebbe quello nuovo?” “Sì, Ludovico Capochino, giornalista” “Vaccinato?” “Sissignore” “Bandiera della pace?” “Sventola sul mio balcone che è una bellezza” “Termostato?” “Diciassette gradi” “Luci in casa?” “Spente” “Cosa mangia?” “Insalata.” “Russa?” “Solo Caesar” “Lei è assunto.” Il caporedattore si lisciò i baffetti e premette il tasto di un piccolo telecomando che aprì unContinua a leggere “Caesar salad”